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“Non reputo Scordia un paese accogliente, piuttosto razzista”.
Sono queste le gravissime parole che il Vicesindaco Catalano ha pronunciato ieri in Consiglio Comunale. Parole che rappresentano una resa sconcertante all’ondata di commenti violenti e discriminatori che hanno accompagnato gli articoli di alcune testate giornalistiche e le fake news in giro per il web, peraltro condivise incredibilmente anche dal sindaco della nostra comunità. Noi non ci stiamo e crediamo fermamente che Scordia non sia un paese razzista. Razzisti sono invece i messaggi irresponsabili di una politica totalmente assente anche in piena emergenza sanitaria.
Sono infatti mancati aiuti concreti e assistenza per quelle fasce sociali che si sono ritrovate in condizioni economiche disastrose e ora vengono alimentate paure ingiustificate per non affrontare realmente tutte quelle problematiche che da anni, come comunità politica, denunciamo.
A differenza dell’amministrazione che alimenta solo xenofobia e razzismo, noi crediamo invece che oggi più che mai, sia importante ricordare la storia della nostra comunità che negli anni ha saputo mostrare un volto diverso: quello dell’accoglienza e della solidarietà, quello dell’aiuto reciproco.
Ricordiamo che nel 2017 Scordia è stata riconosciuta come paese virtuoso in tema di ospitalità e che per questo ha usufruito di un apposito fondo per cui il comune ha incassato €17.000 spesi per attività ricreative e di intrattenimento.
Crediamo ancora che la rabbia e l’odio che le destre producono, alimentano e cavalcano, trovino purtroppo terreno fertile nelle paure che nel nostro territorio sono state causate da anni di politiche di impoverimento economico e sociale. Fobie e razzismo alimentate anche rispetto alla creazione della tendopoli di Vizzini.
Anche stavolta però le vittime sono i più deboli.
Le istituzioni invece di tutelare e garantire diritti e integrazione, preferiscono invece trasferire essere umani in quello che dopo il Cara di Mineo, può diventare un nuovo ghetto disumano mentre le peggiori destre continuano ad alimentare paura ed insicurezza.

Affermiamo inoltre con tutta la nostra forza che la sacrosanta sicurezza sanitaria non è incompatibile con i valori dell’ accoglienza e della solidarietà. La verità è infatti che i migranti sono soggetti a controlli sanitari costanti mentre non sempre la sicurezza dei/ delle cittadine/i viene realmente tutelata. La politica dovrebbe infatti garantire la sicurezza nei rientri di chi lavora fuori dalla Sicilia e ha il diritto di tornare nella sua terra, nella ripresa delle attività turistiche, nei luoghi di lavoro e nelle normali celebrazioni ed eventi che possono essere motivo di assembramenti, invece di indicare falsamente come nuovi untori donne uomini e bambini, che scappano da fame e guerre.

Ed è proprio per questo motivo che innanzitutto, ancora una volta, non possiamo che sottolineare l’inadeguatezza di questa amministrazione e chiederne le immediate dimissioni per aver alimentato false paure in un momento difficilissimo per tutte e tutti noi. Invitiamo infine anche tutta la nostra comunità a mantenere la calma, a non diffondere notizie non verificate ed infine a riaccendere quella scintilla che dal basso si riappropria degli spazi fisici e collettivi abbandonati da questa (mala)politica, perché la tutela di diritti e salute deve essere garantita a tutte e tutti indistintamente. Scordia ci può riuscire perché non è un paese razzista!

Il gruppo politico Scordia Bene Comune