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Approda in Consiglio Comunale la Mozione di sfiducia presentata dall’intera opposizione nei confronti del Sindaco Tambone e della sua Giunta.
Il Circolo Impastato Scordia e Scordia Bene Comune si dichiarano alternativi sia al centro-destra che al centro-sinistra, ma per far si che la proposta diventi operativa servono 14 voti.
“Facciamo appello alla società civile e alla cittadinanza attiva, affinché facciano arrivare ai componenti della maggioranza il proprio dissenso”, si legge in una nota.
E a votare la mozione di sfiducia è anche il consigliere di Scordia Bene Comune – Prc, Guido Rizzo che ci tiene a chiarire alcuni importanti distinguo. Da tempo, infatti, chiediamo alla maggioranza in consiglio di farsi da parte a causa delle troppe lacune che abbiamo spesso evidenziato. La proposta di una mozione di sfiducia è solo un passaggio per fare vincere il distacco di alcuni consiglieri nei riguardi dell’operato disastroso del Governo Tambone. Abbiamo posto in essere la nostra firma perchè la normativa prevede che la mozione di sfiducia al Sindaco deve essere “motivata” e sottoscritta da almeno due quinti dei consiglieri comunali assegnati e nel caso del Comune di Scordia, quindi, da almeno otto consiglieri Comunali, e che dunque, senza la firma del consigliere Rizzo, tale mozione non sarebbe stata valida.
“Rivendichiamo – continua Rizzo – di aver più volte provato a fare proposte operative per prevedere un risparmio nelle casse comunali, vedi la questione Tributi Italia e Sangiorgio Spa. Ci siamo opposti al piano di Kalat che ha mortificato i cittadini e ha svolto in questi anni una gestione poco limpida e trasparente. Siamo tutt’ora coinvolti nella questione che riguarda la riqualificazione dell’area ex mercato, dato che anche il Cga si è espresso dichiarando l’appalto illegittimo e per questo motivo siamo chiamati a rispondere di accuse e denunce da parte del capogruppo della ditta. Le abbiamo provate tutte affinchè i Cantieri di Servizio prendessero piede anche a Scordia, ma evidentemente i rapporti con Crocetta eD’Alema erano soltanto uno specchietto per le allodole.
I motivi per votare una mozione di sfiducia sono così tanti che non basterebbero pagine e pagine di comunicati stampa, ma siamo consci che un cambiamento radicale è possibile, e che prima bisognerà tornare a nuove elezioni. Siamo, dunque, contrari ad una mozione che garantisca una mera spartizione di cariche e poltrone all’interno del Consiglio e siamo consci che il nuovo apparato provinciale, regionale e nazionale del Partito Democratico, non è altro che un mix di fuoriusciti dall’Mpa, Art.4 e Udc e che di sinistra non è rimasta neppure l’ombra. Chiediamo, dunque, l’appoggio da parte dei cittadini e della società civile, affinchè questa mozione non prenda una piega diversa da quella di cambiare rotta e tornare alle elezioni, perché in un momento di crisi economica, sociale e culturale, non abbiamo bisogno di amministratori invisibili, bensì di gente capace, onesta e vogliosa di ritornare tra la gente per lottare e rappresentare al meglio questo meraviglioso e straordinario paese.

Il Sindaco Tambone, che in Consiglio non si esprime minimamente a riguarda, affida la sua reazione ad un comunicato su Scordia.info: “Nel giorno in cui in Consiglio Comunale la maggioranza con responsabilità approva il bilancio stabilmente riequilibrato, per uscire da un dissesto finanziario di 13 milioni di euro di debiti ereditati, la minoranza pensa alla mozione di sfiducia. Per  usare una famosa espressione, in politica c’è chi pensa alle prossime generazioni e chi alle prossime elezioni. Noi pensiamo alla città, a rimettere i conti in ordine e garantire un futuro migliore per tutti, l’opposizione è solo interessata a cambiare il sindaco”.
http://www.scordia.info/mozione-di-sfiducia-al-sindaco-tambone-i-comunicati-che-ne-spiegano-le-ragioni/