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Scordia Bene Comune si dissocia dalla scelta dell’Amministrazione Barchitta di affidare i locali dell’asilo nido comunale all’Asp. Seppur consapevoli dell’importanza del servizio sanitario di cui usufruirebbe la comunità, sacrificare un bisogno sociale per un altro non risolve il problema.

L’amministrazione, invece, dovrebbe tutelare l’accessibilità a sanità e scuola e non costringere i cittadini a scegliere tra le due.

La struttura scolastica in questione è stata costruita secondo le moderne tecniche antisismiche, costata 1 milione e 100 mila euro (fondi provenienti dai fondi del dipartimento regionale della protezione civile) che però è stata definitivamente chiusa e sostituita dall’Asp.

Crediamo che non sia accettabile per un professionista della cosa pubblica, come si autodefinisce il Sindaco Barchitta durante un’intervista su Scordia.info, sacrificare un esempio di scuola realmente agibile.

Inoltre, ci chiediamo come il Primo cittadino pensa fronteggiare ulteriori spese scolastiche dettate dalle nuove normative anti Covid-19, già sommate ai 2.000 euro mensili per la scuola media in via Aldo Moro?

Rimanendo in tema giovani e futuro, di certo non aiuta lachiusura del centro di aggregazione giovanile, che insieme alla realizzazione di una piazzetta di cemento (alla faccia della sostenibilità) e alla chiusura della scuola di Via Simeto, sono solo alcuni esempi del fallimento dell’Amministrazione Barchitta, incapace di programmare e ricostruire il tessuto sociale dei giovanissimi di questa comunità.

Il Sindaco, giustamente, colpevolizza chi commette atti di vandalismo riferendosi ai più giovani, ma ci chiediamo, quali sono le politiche di prevenzione di tali fenomeni? E in che modo l’Amministrazione Barchitta sta fronteggiando la tematica delle Politiche giovanili?

È evidente che l’Amministrazione stia percorrendo la strada delle privatizzazioni a discapito delle strutture pubbliche e sarebbe opportuno confrontarsi di persona con il Primo cittadino, che però sfortunatamente, non è presente ai Consigli Comunali giustificandosi di essere soltanto un semplice invitato.

Ma a farne le spese saranno sempre i cittadini e chi non può permettersi una scuola privata.

 

Il consigliere comunale Eugenio Russo