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L’ennesimo centro commerciale, solita storia. In un momento storico come questo, con una crisi come questa, pensare all’apertura di un centro commerciale in un piccolo comune come Scordia e in una provincia come quella di Catania, che vanta, per citare la Confcommercio, “una dotazione di centri commerciali tra le più elevate a livello europeo e la più elevata a livello nazionale” (fonte: Scordia.info, articolo del 13 dicembre 2011), sembra un po’, come dire, “particolare”. Un altro esempio della sciagurata politica economica che negli ultimi anni ha praticamente tagliato fuori i piccoli esercizi commerciali, quei piccoli negozi che alzano le saracinesche ogni mattina e che, forse, saranno costretti ad abbassarle per tanto tempo. Il pesce più grande che mangia i pesci più piccoli, non è una novità nel territorio catanese. La nuova megastruttura in questione, il nuovo squalo, è lo Scordia Megastore, un edificio che dovrebbe sorgere a Scordia, ma qual è la necessità di questa nuova costruzione? Quali sono i vantaggi e, soprattutto, per chi sono?

Scordia negli ultimi giorni ha mostrato una certa disapprovazione riguardo allo Scordia Megastore, non solo attraverso le azioni e le manifestazioni dei partiti come PRC, IDV o PD, ma anche attraverso le parole della Confcommercio e della Confesercenti. Le due associazioni infatti hanno decretato tutto il loro dissenso, poiché il centro commerciale darebbe un duro colpo ai commercianti scordiensi… un durissimo colpo.

In seguito a ciò che è successo di recente nel piccolo paese catanese, abbiamo chiesto a Guido Rizzo, segretario di Rifondazione Comunista di Scordia, di far luce su alcuni punti che hanno a che fare con lo Scordia Megastore, il suo proprietario e altre cose interessanti.

Rifondazione Comunista, che tu rappresenti, Partito Democratico e Italia Dei Valori si sono opposti all’apertura del centro commerciale Scordia Megastore. I motivi?

Il motivo della nostra opposizione è da valutare duplice, considerate le conseguenze economiche che si abbatteranno sul nostro paese che, oltre a danneggiare il settore agrumicolo, da sempre risorsa fondamentale per Scordia, andranno a danneggiare duramente l’attività delle tante piccole e medie imprese familiari. Non meno importante il fattore riguardante l’antimafia, visto che  la costruzione di centri commerciali e il mercato immobiliare sono  da considerare i nuovi business della criminalità organizzata. Inoltre, la ditta Scordia Megastore ha acquistato la disponibilità delle aree dei fratelli Basilotta, noti oramai per le vicende giudiziarie che giudicano Vincenzo Basilotta organico alla famiglia Santapaola-Ercolano; negli ultimi anni ha realizzato i più grandi centri commerciali della provincia, da Katane all’etnapolis. Condannato a 5 anni di reclusione e beni per 30 milioni di euro sequestrati dalla Dia.

Qual è la storia legata alla costruzione del centro commerciale Scordia Megastore?

La storia legata alla costruzione dello Scordia Megastore si lega anche al capannone ADDA, dove il piano di urbanistica commerciale non è stato valutato e il cambio di destinazione d’uso senza aumento di cubatura da uso industriale ad uso commerciale, è stato approvato come un “atto dovuto”. La Regione Sicilia, responsabile di queste autorizzazioni, ha fatto bloccare tutte le concessioni per nuovi centri commerciali già nel 2008. Il sindaco Angelo Agnello dal canto suo ha preferito chiudere il bilancio con i 600 mila euro che derivano dalla votazione favorevole all’appalto. Il primo cittadino stesso ha più volte ribadito che l’economia di Scordia sta crollando e che è stata una fortuna che alcuni imprenditori vengano ad investire nel nostro territorio, ovviamente tralasciando quello che riguarderà il futuro economico e sociale dell’intera cittadinanza. Sappiamo benissimo i contratti a tempo determinato che vengono conclusi  in questi grandi centri: un mese, tre mesi al massimo, per uno stipendio di 400 euro mensili. Siamo consci del valore che hanno per il sistema dell’imprenditoria mafiosa e soprattutto siamo a conoscenza dei gravi problemi in cui versano oggi i vari Paternò, Caltagirone, Catania, precedenti, questi, da non sottovalutare, visto che l’avvento dei centri commerciali ha distrutto l’economia cittadina facendo chiudere quasi tutti i negozi, dall’elettronica al piccolo artigiano, a discapito dei poteri forti.

In che stato verte la situazione economica di Scordia?

La situazione di Scordia è abbastanza vicina a quelle del vicinato, visto che non si è investito sulla produzione agricola, da sempre fondamentale per tutta l’economia cittadina, non si è investito sulla cultura, quindi i giovani sono sempre più spinti dalla voglia di andare fuori per vivere meglio e ovviamente la scelta di concedere lo Scordia Megastore, che ha la sola valenza di far precipitare una economia già gravemente danneggiata a causa di mancati investimenti e, ovviamente, a causa della crisi mondiale che oggi avversa le nostre coscienze.

Come vi siete mossi voi di Rifondazione Comunista?

In un contesto del genere, Rifondazione non poteva far altro che far presente alla cittadinanza quali fossero le intenzioni reali dell’amministrazione e, soprattutto, chi rappresentava Basilotta già qualche anno fa. L’abbiamo fatto con comizi, volantinaggi, porta a porta, oggi più che mai, vista la conferenza dei servizi per la decisione finale, non potevamo restar inermi, decidendo di occupare l’aula consiliare, cosa durata fino a sera quando, raggiunto l’accordo per un incontro con il sindaco, lui si è comportato per quello che è, un cafone, insultando la platea e facendo il solito ridicolo teatrino alla quale ci ha, ahimè, abituati. Successivamente lo sgombero dei carabinieri, tutto questo in un clima teso, visto l’interesse anche della Confcommercio e Confesercenti riguardo gli accaduti. Ad ogni modo stiamo organizzando un sit-in per giorno 19 dicembre atto a far rimandare la conferenza dei servizi e soprattutto a dimostrazione del fallimento dell’amministrazione, visto che saranno presenti partiti politici, scuole, commercianti, sindacati di categoria. Il nostro obiettivo è di riuscire ad occupare in modo permanente l’aula consiliare, in modo da organizzar dibattiti e conferenze, invogliando la gente ad esprimersi e a schierarsi, ma anche per dimostrare all’amministrazione che non tutto gli è dovuto e un passo indietro lo possono fare anche loro.

Guido Rizzo, Rifondazione Comunista, Scordia

Di Attilio Occhipinti

 

 

Intervista al Segretario Rizzo