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damicojoses

Il Comune di Scordia non naviga nell’oro e la situazione del dissesto economico e finanziario porta con sé disservizi e tagli di gestione. La maggior parte di questi riguardano i servizi sociali, i pagamenti dei lavoratori, le iniziative pubbliche e gli investimenti per migliorare le condizioni di vita dei cittadini scordiensi. Non ci sono soldi per un nuovo pozzo, per le iniziative estive, per aiutare i bisognosi, per la manutenzione stradale, per pagare i dipendenti precari e i consiglieri comunali.
Eppure da questa esperienza amministrativa c’è chi non si pone di questi problemi. Infatti, da una determina dirigenziale degli Affari generali, si evince che il Comune di Scordia deve rimborsare il datore di lavoro del capogruppo del Pd, il Consigliere Josè D’Amico, per i permessi usufruiti per partecipare ai consigli comunali, alle commissioni permanenti e alle conferenze dei capogruppo.
Dal prospetto presente in delibera, si quantifica il totale degli oneri per l’assenza dal servizio del lavoratore dipendente, componente del Consiglio Comunale.
Con fattura numero 0791/2013 protocollo 19498 del 20.12.2013 l’importo da rimborsare è di 1.167,60 euro.
Con fattura numero 084/2014 protocollo 4138 del 27.3.2014 il rimborso è di 311,36 euro.
Con fattura numero 092/2014 protocollo 4390 del 02.4.2014 l’importo da rimborsare è di 389,20 euro.
Con fattura numero 448/2014 protocollo 7995 del 25.6.2014 il rimborso è invece di 778,40 euro.
Il totale del rimborso che il Comune di Scordia deve al datore di lavoro del capogruppo Pd, Josè D’Amico, la Pubbliservizi S.p.A. è fino ad ora di 2.646 euro. Bisognerà moltiplicare tale cifra per 5 anni per capire quanto presumibilmente graverà la presenza di Josè D’Amico in Consiglio Comunale.
Scordia bene Comune, dal comizio in cui sono intervenuti Eugenio Russo, Guido Rizzo e Pierpaolo Montalto, lamenta tale situazione. Infatti, si è accertato che il capogruppo Pd potrebbe chiedere la possibilità di convocare il Consiglio, la commissione d’appartenenza e la conferenza dei capogruppo per il lunedi, giorno di ferie dello stesso.
A quanto pare, invece, i sacrifici non sono per tutti e le parole del consigliere Bellò non sembrano cosi lontane dalla reale situazione: “Quest’Amministrazione tiene in piedi per interessi personali e redditizi, non voterò più nulla”.